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Il primo ad arrivare fu Autunno.

Giunse in silenzio senza che nessuno se ne accorgesse: come un teppistello pronto a combinare le sue marachelle. Improvvisamente, bussò a casa del porcellino più piccolo, che non aprì temendo di prendersi qualche malanno. Quindi, adirato, Autunno scatenò i suoi venti tremendi sulla casa di paglia.
Tuttavia, grazie alla progettazione bioclimatica, l’abitazione era stata posizionata in modo tale che i venti predominanti che Autunno era solito scagliare in quella zona non potessero intaccare l’involucro edilizio. Quindi, la prima stagione triste decise di andare a bussare alla porta del secondo fratello.

l'autunno dei tre porcelliniAnche quest’ultimo, che aveva già ritirato la motocicletta nel garage, ovviamente, non aprì la porta e Autunno scatenò la sua furia. Tuttavia, calcoli alla mano, la struttura in legno era stata perfettamente dimensionata per resistere alle spinte laterali che il vento autunnale generava. Il porcellino si mise quindi a leggere un libro, in attesa che Autunno capisse che non c’era nulla da fare contro la struttura organica del legno.

Infine, Autunno, triste e depresso, stava per gettare la spugna quando vide che in quel lotto di terra, proprio sulla parte che si affacciava sul mare, c’era una terza casa. In effetti, la posizione di questa era la più scorretta perché l’abitazione, non essendo stata progettata dal punto di vista ambientale, era stata posta in un punto in cui non poteva essere schermata dal vento. Autunno si rimboccò le maniche e andò a bussare alla porta del terzo porcellino. Questo era seduto a guardare la televisione con il suo impianto stereo Dolby Surround ed era rimasto ignaro di ciò che era successo con l’arrivo di Autunno.

l'autunno dei tre porcelliniDopo aver controllato nel suo videocitofono di ultima generazione chi fosse a bussare, il fratello maggiore scelse di non aprire. Autunno, infuriato ma conscio del fatto che avrebbe potuto scatenare tutta la sua potenza sulla casa, iniziò a soffiare con i suoi venti di tramontana. La casa veniva lambita dalle raffiche di vento da nord che venivano amplificate dalla pianura di fronte alla casa e, per quanto la struttura reggesse bene alle spinte, il cappotto in EPS, incollato con collanti chimici, non faceva lo stesso. A un certo punto si creò una lesione e Autunno fece leva sul rivestimento facendo scoperchiare la muratura.

L’EPS iniziò rovinosamente a spaccarsi, portando con sé pezzi di intonaco che, trasportati dal forte vento soffiato da Autunno, si infrangevano contro gli infissi, graffiandoli.

L’antenna, capace di captare milioni di canali, anche di televisioni straniere di altri Stati, si spezzò e fu trasportata lontano, come se volesse andare a trovare di persona quei Paesi di cui captava i segnali.

i tre porcelliniIl terzo porcellino, senza più cappotto termico e senza più TV via cavo, iniziò a provare terrore per la sua vita: la sua casa, che sembrava essere stata costruita come un bunker, adesso sembrava più una prigione pronta a crollargli addosso, come le sue certezze. Tuttavia, lui era il maggiore dei tre maiali e quindi decise di fare valere i suoi diritti.

La televisione non c’era più, ma c’era una cosa che Autunno non poteva intaccare: la fibra, che era stata portata fino alla casa del porcellino in una tubazione interrata e schermata da qualsiasi evento possibile. Solo allora il porcellino accese il suo PC!

l'autunno dei tre porcelliniIn meno di un secondo, il suo super prestante computer con 32 gigabyte di RAM che accendeva una volta al mese, partì pronto a dare il meglio di sé. Il porcellino, che ancora sentiva quel brivido freddo salire lungo la schiena, si precipitò a cercare online il numero della ditta costruttrice che aveva posato il cappotto.

Era un sabato mattina ma al porcellino la cosa non interessava per niente: era dei suoi diritti che si stava parlando, quindi, prese lo smartphone di ultima generazione e digitò rapidamente il numero, controllando nel frattempo tra le sue scartoffie il contratto d’appalto. Dall’altro lato del telefono un uomo un po’ assonnato rispose: non sapeva cosa stava per accadergli. Il porcellino prese a vomitare contro il povero malcapitato tutte le ingiurie possibili, stordendolo e terrorizzandolo con promesse di querele e risarcimenti.

Improvvisamente la temperatura iniziò a scendere e Autunno si rese conto che ormai era da diversi giorni che continuava a soffiare contro la casa del terzo porcellino. Fece quindi un giro intorno a essa, compiacendosi dei danni che aveva causato. Cercando di trovare un po’ di tepore, cingendosi il corpo con le sue stesse braccia, sorrise vittorioso e si allontanò scomparendo nella foresta poco distante.

l'autunno che va via

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