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Era dunque giunto il tempo del caldo afoso e della stagione più temuta di tutte in quella regione così a sud. In molti definivano quel clima africano e il porcellino di più piccolo si era sempre chiesto come mai le persone continuavano ad adottare sistemi costruttivi importati dal nord, quando era chiaro a tutti che il loro principale nemico era il caldo.

estate dei tre porcellini

Scacciò quel pensiero e sorrise in direzione della grassa signora che gli aveva fatto compagnia in quei giorni. Era stato molto lieto di averla ospitata in casa, ma anche per lei era giunto il tempo di allontanarsi da quei luoghi. Primavera, grande conoscitrice dei venti, aveva confermato al porcellino quello che sosteneva il progettista bioclimatico. In estate, un piccolo trucco per rinfrescare il vento era farlo passare sotto terra: il porcellino ringraziò la grassa signora e la lascio partire.

Non passò molto tempo che il sole arrivò a toccare il suo punto più alto nel cielo e, proprio in quei giorni, arrivò una giovane donna, dai capelli rossi come il fuoco e lo sguardo determinato e duro: Estate era dunque giunta!

Come un capitano che passa in rassegna le truppe, la donna squadrò il lotto di terra dei tre porcellini e, senza pensarci su più di tanto, si avvicinò alla casa di paglia. Con passo deciso giunse di fronte alla porta del porcellino più piccolo: attorno a lei il calore era indescrivibile, come se il sole non riuscisse a toglierle gli occhi di dosso rapito dalla sua infinita bellezza.

i tre porcellini

Il porcellino aveva chiuso la porta e non voleva farla entrare: se l’avesse ospitata sotto il suo tetto l’avrebbe sottratta allo sguardo del sole, che avrebbe distrutto la sua casa pur di rivederla. Tuttavia, il semplice fatto che quella donna si aggirasse per il suo lotto rendeva l’aria esterna irrespirabile. Ma, per fortuna, la sua casa in paglia offriva un’ottima schermatura dal caldo afoso dell’esterno: le finiture in terra cruda contribuivano a regolare passivamente i livelli di umidità nell’aria e soprattutto il sistema di ventilazione passiva, che il suo amico, il progettista bioclimatico, gli aveva fatto installare, funzionava a meraviglia. In pratica, aveva costruito una piccola torre del vento a una ventina di metri dalla sua casa e poi aveva interrato un lungo tubo a serpentina che correva due metri sotto terra per terminare in bocchette disseminate nella sua casa.
i tre porcellini Da quelle bocchette usciva un’aria talmente fresca che neanche Estate riusciva a riscaldarla!

Soddisfatta della prima casa, Estate pensò bene di passare in rassegna la seconda, per verificare se questa potesse essere soggetta alla sua furia e quella del suo compagno sole.

Il secondo porcellino si accorse del cambio di temperatura non appena Estate varcò la soglia della sua staccionata, tuttavia, rimase relativamente sereno. L’ingegnere e il progettista bioclimatico avevano dato il meglio di loro nella progettazione. Avevano calcolato come sfruttare i venti predominanti e avevano messo in atto una serie di strategie per aiutarlo a difendersi dal sole di Estate.

Infatti, appena la donna giunse di fronte alla sua porta, il porcellino iniziò a guardarsi intorno e, nel frattempo, la temperatura iniziò a salire. Andò a controllare il sottotetto e rimase stupito dal fatto che malgrado la presenza di Estate proprio lì fuori e del sole che picchiava senza nuvole, la temperatura fosse contenuta. Quel tetto fortemente ventilato che gli era stato consigliato svolgeva proprio bene il suo dovere. Inoltre, a questo era stato accoppiato uno strato di isolante in sughero che aveva una doppia funzione: non lasciar passare il calore in ingresso e assorbire l’umidità in eccesso dell’aria.

i tre porcellini

Nel frattempo, dall’altro lato della casa, nella grande finestra con affaccio a nord era stato progettato uno specchio d’acqua che, con quella temperatura, iniziava a evaporare: le goccioline di umidità venivano raccolte dal vento e portate dentro casa in un sistema di canalizzazioni appositamente studiate. Ciò, in men che non si dica rinfrescò la casa del secondo porcellino, che si andò a coricare sul divano schiacciando un pisolino.

Estate aveva perso un po’ della sua sicurezza: queste case erano realmente prestanti! L’unica falla che aveva trovato fino a quel momento era stata nell’abitazione del secondo porcellino: ci sarebbe voluta un po’ più di coibentazione, anche se, in effetti, la struttura compensava con i dispositivi bioclimatici. Proprio due ossi duri questi maiali!

Tuttavia, mancava ancora un porcellino e lei non intendeva demordere. Con passo fiero superò nuovamente la staccionata e si diresse dall’ultimo dei fratelli.

i tre porcellini

Il terzo fratello, che ormai faceva un po’ pena a tutti, era rintanato in casa da appena qualche giorno. Era potuto scendere a piano terra, nel quale finalmente si era asciugata l’acqua della primavera. Tutte le pareti della sua casa erano arricciate dall’umidità e la muffa era diventata un elemento di arredo alla stregua dei quadri. Triste e sconfortato, il maggiore dei porcellini accese al massimo i condizionatori e incrociò le dita nella speranza che almeno questa volta una delle stagioni fosse più indulgente con lui.i tre porcellini

Ovviamente, non fu così! Estate era una punitrice che ancora non aveva mietuto vittime e non appena giunse a casa del terzo porcellino si sfregò le mani con un’espressione sorniona. Nella casa di fronte a lei c’era un cappotto termico in EPS e lei conosceva bene quel materiale: buono contro il freddo del suo amico Inverno ma terribile contro il suo calore asfissiante.

Sorridendo, incrociò le braccia comodamente seduta nel porticato della casa mentre il suo amico sole picchiava contro il tetto per rivedere la sua innamorata. Il porcellino dentro casa iniziò a disperarsi al solo pensiero di quanto avrebbe dovuto pagare di luce quell’anno: gli impianti stavano accesi tutto il giorno! Inoltre, malgrado fosse estate, il porcellino continuava a essere raffreddato, a causa dell’aria della sua casa, ormai ricca di inquinanti di varia natura. Non sapeva se spegnere o meno l’aria condizionata, la scelta era ardua: il caldo asfissiante o l’aggravarsi del suo malanno? Alla fine scelse per il caldo. Non appena spense il condizionatore, il cappotto in EPS non gli lasciò scampo se non quello di fuggire fuori dalla sua casa che si stava trasformando in un vero e proprio inferno.

Con le lacrime agli occhi, corse a bussare al fratello di mezzo chiedendogli di ospitarlo: non riusciva più a vivere in quel forno! Non appena entrò, si rese conto che la qualità dell’aria e della vita in quella casa era nettamente migliore rispetto alla sua, comprendendo infine che aveva speso un sacco di soldi inutilmente e che la colpa non era di nessuno se non la sua.

Il fratello di mezzo scelse quindi di approfittare per ricostituire la famiglia: portando con sé il maggiore, andò a bussare a casa del più piccolo, che fu ben lieto di accoglierli.

In quella casa dal clima perfetto, i tre fratelli riuscirono a ritrovare il piacere di stare insieme riuscendo a ricostruire tutto ciò che nella loro famiglia si era distrutto.

Perchè, in fondo, non è importante ciò che si crede,
ma il modo in cui si agisce.

Perché il mondo non ci è stato donato dai nostri padri,
bensì ci è stato concesso in prestito dai nostri figli.

estate dei tre porcellini

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