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Il culto della Befana è uno dei più antichi e rivisitati dalla storia, tanto che ormai risalire alla forma primordiale è veramente difficile.
Ma perché noi di Biotopia abbiamo deciso di parlarne?

Oggi, in occasione di questa ricorrenza, vorremmo fare un piccolo focus su questa strana e controversa leggenda popolare, dimostrandovi come la bioclimatica, ovvero la base scientifica dell’edilizia consapevole, sia un must fin dalla notte dei tempi.
Ma per fare ciò dobbiamo fare un passo indietro.

Tutte le leggende popolari nascono da una base comune: il comportamento dei fattori climatici.

Dal momento che questi seguono delle regole naturali simili in tutto il mondo, hanno dato origine spesso alla nascita di dicerie e strane invenzioni.
La nostra cara Befana è una di queste! Cercando di rintracciare le radici di questa simpatica vecchietta, molti concordano che la sua figura risalga fino alle antiche culture pagane. Queste popolazioni celebravano riti in suo onore per propiziare un ricco raccolto volando sopra i campi coltivati.

La tradizione subì un sostanziale cambiamento con l’arrivo dei Romani, che assimilarono e trasformarono il rito adattandolo al loro innovativo calendario.
Secondo la cultura romana, infatti, la festa andava celebrata il dodicesimo giorno dopo il solstizio invernale. Questi dodici giorni che intercorrevano tra il solstizio d’inverno e l’odierna Epifania rappresentavano per i Romani i dodici mesi dell’anno.
Durante queste dodici notti si credeva che delle figure femminili volassero sopra i campi rendendoli più fertili.

I conti non tornano? Beh, avete ragione.
Il solstizio d’inverno è il 21 dicembre!
Sì, ma in età antica il solstizio durava tutto il periododal 21 al 25 terminando nella festa del Sol Invictus, ovvero della nascita del Sole, sorprendentemente coincidente con la nascita di Gesù.

Quindi, dal 25 dicembre, quello che oggi noi festeggiamo come Natale, effettivamente intercorrono dodici giorni fino all’Epifania.

Come è possibile notare, i Romani erano un popolo assai attento ai percorsi solari e in moltissime occasioni ci dimostrano di porvi l’accento anche nel loro modo di progettare. Non a caso il bioprogettista per eccellenza è proprio romano: risale al 300 a.C. e si chiamava proprio Marco Vitruvio Pollione.

Dunque, lo studio solare, alla base della bioclimatica, è una materia trattata sin dalle più antiche origini di tutte le civiltà, tanto da sfociare nell’invenzione di figure retoriche o mitologiche. La Befana non fa eccezione.

Tuttavia, prima di lasciarci, vogliamo farvi notare un altro piccolo trasferimento di significato di epoca più recente. E lo facciamo citando alcune delle più famose filastrocche sulla Befana:

La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
porta vento e tramontana
viva viva la Befana!

oppure ancora

Viene viene la Befana
vien dai monti a notte fonda
la neve la circonda, gelo e tramontana
Viene viene la Befana!

Questi simpatici versi continuano a ripetere il nome della tramontana, il vento freddo per eccellenza che soffia da nord e porta con sé tutto il gelo.
Ancora una volta, la tradizione si lega a un fattore climatico. Questa volta il sole è stato sostituito dal vento gelido di tramontana1, ma in ogni caso la cultura torna a riferirsi alla natura per raccontare le sue storie e giustificare i suoi miti.

Un legame, quello con la natura, che l’uomo evidentemente non può perdere, ma dal quale, anzi, può solo continuare a imparare.

Con queste riflessioni ci lasciamo, con la promessa di tornare a raccontare come l’attenzione per il clima rappresenti una tradizione talmente lontana nel tempo che è impossibile immaginare di viverne senza. E noi di Biotopia saremo sempre qui a ricordarvelo!

Buona Befana a tutti!

[1] Tuttavia, anche questo riferimento al vento sembra avere origini antiche: la figura odierna della Befana è stata associata, tra le tante, alla divinità germanica Holda che si credeva responsabile delle nevicate. L’associazione della vecchietta invernale con le correnti fredde, dunque, non è del tutto nuova in queste filastrocche.

La Befana che porta Tramontana
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