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Versioni di questo racconto se ne trovano a centinaia: ecco, secondo noi, qual è la vera storia dei tre porcellini.
Se la vicenda fosse accaduta realmente, per noi, sarebbe andata in questo modo.

C’erano una volta tre porcellini, che vivevano nella casa della loro mamma.
Un giorno questa li prese da parte e disse loro:

“Siete troppo grandi per restare qui.
Andate e costruitevi la vostra casa,
ma attenti a non fare entrare mai le stagioni!”.

E così i porcellini andarono per il mondo finché a un certo punto trovarono un lotto di terra in una posizione ottimale. Acquistato il terreno e fatte le divisioni del caso, iniziarono a dedicarsi alla progettazione delle loro case.

la vera storia dei tre porcellinila vera storia dei tra porcellini

Il porcellino più piccolo contattò un progettista esperto in bioclimatica, che, per cominciare, effettuò uno studio ambientale del sito. Il progettista, infatti, spiegò al fratello minore che le stagioni non erano dei nemici da tenere fuori casa, ma potevano diventare anche degli ottimi alleati se accolti nel modo giusto.
Dopo un’attenta progettazione della forma della casa e dei sistemi di raffrescamento passivo, consigliò l’uso della paglia. Il primo porcellino così impiegò poco tempo e fatica, ma soprattutto riscontrò un enorme risparmio economico. Infatti, il costo di una balla di paglia fu di circa 3 euro: un grande guadagno per il primo porcellino che, malgrado fosse il più piccolo, dimostrò profonda saggezza e consapevolezza.

i tre porcellini

Il porcellino medio, che più del piccolo era attento alle attuali normative vigenti, recuperò della legna e, dopo una giornata di duro lavoro, contattò un ingegnere strutturista per farsi verificare la costruzione.
Questi consigliò al porcellino di realizzare una struttura solida e resistente in legno con il sistema block-house. In effetti, al secondo fratello l’idea piacque molto e alla fine costruì una bella casetta con assi e travi, come da progetto.
A quel punto mancavano le finiture: per mantenere la traspirabilità del suo pacchetto murario, sfruttando il contatto del fratello minore, chiese consiglio al progettista esperto in bioclimatica, che suggerì l’utilizzo di intonaci a base calce per l’esterno e di intonaci di terra cruda per l’interno.

I tre porcellini

Infine, il porcellino più grande, più facoltoso e attento al suo status sociale, contattò un archistar molto in voga in quel periodo. Questo fece produrre al suo studio un progetto di “super design” e così i lavori poterono iniziare.
Il terzo porcellino fece costruire, quindi, la sua casa con mattoni cotti e una malta cementizia come legante, forzando la ditta costruttrice ad accelerare i tempi per finirla prima dell’arrivo dell’autunno. Infatti, il lungo processo di getto e asciugatura del cemento per la struttura rendeva complessa la rapida realizzazione dell’opera. Tuttavia, il più grande dei tre fratelli non si preoccupava di questo: lui era un lavoratore e tutto nella sua vita doveva essere granitico e solido. In effetti, il legislatore aveva la sua stessa idea: la sua casa risultava nella migliore classe sismica possibile.

Un giorno, anche la terza opera fu completata con tutte le finiture del caso: pavimenti con superfici continue in resina, gres porcellanato nei bagni, rivestimenti a pannelli continui di polipropilene, infissi a taglio termico super-isolanti e uno spesso cappotto termico in EPS. In un eccesso di zelo, il terzo porcellino fece effettuare anche un Blower-Door-Test per verificare la perfetta ermeticità dell’edificio. Tutto funzionava a dovere: la casa era meglio di un palombaro.
La vita riprese a scorrere serena e tranquilla nel lotto di terra che i tre fratelli avevano acquistato di comune accordo.

la vera storia dei tre porcelliniOgni mattina i porcellini si alzavano e andavano a lavoro per riuscire a guadagnare i soldi necessari a coprire il mutuo che tutti e tre avevano aperto. Il piccolo, più attento all’ambiente, prendeva la bicicletta. Il secondo, che per lavoro doveva muoversi tutto il giorno in città, prendeva la motocicletta. Il terzo, che lavorava in banca e doveva spostarsi da casa al lavoro e dal lavoro a casa, prendeva il suv che aveva acquistato in centoventi comode rate mensili, occupando diversi metri quadrati della città di residenza.
Tuttavia ogni idillio è destinato a essere turbato:

dopo poco tempo le stagioni si presentarono a bussare alla loro porta.

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Le stagioni erano in quattro e arrivarono una dopo l’altra dai tre fratelli senza sconti per nessuno.

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