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Oggi apriamo una serie di articoli sui dispositivi bioclimatici, ovvero dei sistemi edilizi che consentono ai luoghi della vita di essere capaci di regolare passivamente le loro caratteristiche di temperatura e umidità.
A servizio dell’architettura bioclimatica troviamo i dispositivi tra i più disparati: tra lo studio delle antiche costruzioni e il progredire incessante della tecnologia, abbiamo a disposizione una rosa di soluzioni molto ampia.

È chiaro tuttavia, che non esiste una soluzione definitiva dal momento che ogni sito di progetto richiede un suo specifico modus operandi.

cupola

Dal momento che i dispositivi bioclimatici sono molteplici, si è ritenuto opportuno raggrupparli in tre categorie a seconda del principio fisico o tecnologico che sfruttano; dispositivi fluidodinamici, dispositivi con massa termica e dispositivi tecnologicamente assistiti.

Dispositivi fluidodinamici

I dispositivi fluidodinamici sono tra i più antichi, infatti, utilizzano principi squisitamente fisici per mettere in moto l’acqua o l’aria, forzandone la circolazione in maniera totalmente naturale e quindi a energia zero! Sfruttando il cambio di densità del fluido, da caldo a freddo, questo viene messo in circolo e utilizzato per la ventilazione degli ambienti.
In questo primo articolo inizieremo a vedere i primi due, il camino solare e la cupola.

Camino solare

Il camino solare è un sistema che, sfruttando l’energia solare, mette forzatamente in circolo l’aria.

Il camino solare risale all’antica Persia, ma anche la civiltà romana non mancò di mettere in pratica l’insegnamento, migliorandolo e ottimizzandolo, facendo sì che questo diventasse non soltanto un metodo per forzare la ventilazione, ma anche un dispositivo per controllare il livello di illuminazione.

Il camino solare è un elemento che si sviluppa principalmente in altezza: difatti, per un suo corretto funzionamento è auspicabile che sia alto tanto quanto i piani di un edificio.

dispositivi bioclimatici

Alla sommità è sormontato da un sistema in vetro o in materiali altamente surriscaldanti; ciò favorisce un riscaldamento dell’aria che, per effetto del cambiamento di pressione, tenderà a salire, venendo quindi espulsa naturalmente dall’edificio. Questo processo metterà in funzione una circolazione continua, instaurando così un processo ventilativo.

Se riuscissimo a immaginare un sistema di questo tipo abbinato a una corretta connessione tra gli ambienti di un immobile sarebbe semplice immaginare come si potrebbe ottenere una ventilazione naturale in tutti gli ambienti.

Cupola

Il secondo dispositivo è la cupola, l’elemento forse più fascinoso dell’architettura classica, ampiamente studiato e sperimentato, è anche un dispositivo bioclimatico.
La cupola, di per sé, ha diverse caratteristiche intrinseche grazie alla sua particolare forma: la prima è la sua capacità di mantenere una sua parte sempre all’ombra. Infatti, malgrado la sua maggiore lunghezza lineare, è riparata dalla radiazione diretta. Ciò diminuisce la superficie esposta, rispetto a una copertura piana, diminuendo lo scambio di calore tra aria interna degli ambienti e copertura.
Cupola_1
La seconda caratteristica è la maggiore lunghezza lineare unita alla forma circolare, che offre una maggiore superficie disperdente per il calore interno degli ambienti nelle ore notturne e favorisce il movimento di correnti convettive, cosa molto importante per tutti i climi caldi.
Cupola
La terza, ma non per importanza, è rappresentata dalla sua particolare forma che all’esterno la rende soggetta ai venti di passaggio, cosa che in una copertura piana non succede, e all’interno mette naturalmente in movimento le correnti convettive generate dagli sbalzi di pressione dell’aria interna.
Cupola

Con questo terminiamo il primo articolo sui dispositivi bioclimatici, ponendo l’accento sull’importanza di uno studio ambientale preliminare che deve sempre essere effettuato per conoscere le condizioni del luogo nel quale si va a progettare.

Il camino solare e la cupola
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