Come già premesso, la quantità di essenze lignee sono veramente tantissime.
A. Walker e A. Lembi, nel loro libro “Atlante del legno”, classificano oltre 180 tipologie di legno e continuando a tenerne fuori qualcuna. In questo articolo daremo delle indicazioni di base, tenendo in considerazione ciò che occorre per realizzare ambienti sani con un alto livello di comfort e che risultino compatibili con l’intero LCA dell’edificio.

essenze lignee

Per progettare con il legno è dunque necessario prendere coscienza di un fattore: i processi di industrializzazione hanno ormai contaminato qualsiasi ambito e, ovviamente, l’edilizia è stata coinvolta in questo processo. Malgrado le essenze lignee siano tantissime e tra le più disparate, una delle tendenze moderne è quella di ricercare materiali sempre più performanti al fine di adattare la natura all’esigenza dell’uomo e non viceversa.

In quest’ottica,

una tipologia lignea che ha conquistato ormai da alcuni anni il mercato è il legno lamellare.

È un materiale strutturale molto solido ed è costituito mediante l’aggregazione di lamelle di legno, con uno spessore che solitamente non supera i 20 cm1, con le fibre orientate in maniera perpendicolare in modo tale da aumentare la resistenza del pezzo finito. Nella fase precedente all’incollaggio il legno viene sottoposto ad una fase di stabilizzazione: questa conferisce al legno maggiore resistenza e durevolezza tramite l’uso di un consolidante.

essenze lignee

Gli additivi usati per il consolidamento del legno sono tra i più vari ma spesso sono anch’essi a base fenolica: questo genere di trattamento rende tossico il legno e ne inibisce le capacità igroscopiche intrinseche. Tali resine fenoliche, dunque, svolgono un’azione impermeabilizzante, che riduce drasticamente le capacità naturali traspiranti del legno, inficiando quindi la capacità dell’involucro di essere al contempo igroscopico2 e autoventilato.
A seguito di questi trattamenti il legno lamellare non può essere considerato come una specifica essenza lignea, bensì un materiale composito ben lontano da una realtà sostenibile.
Ad oggi la normativa di riferimento in materia di legno lamellare è la UNI EN 14081-1, che regola i rapporti tra dimensione e portanza degli elementi in legno lamellare.

Vediamo quindi di capire quali sono le essenze principalmente utilizzate in edilizia:

  • abete rosso, un legno molto resistente e con una buona flessibilità. I suoi impieghi principali sono infatti nelle strutture portanti e nella realizzazione di coperture.
    Un inconveniente di questo tipo di legno è la colatura in resina che spesso trasuda dall’elemento. Il problema è ovviabile con l’impiego di un abete bianco, che non rilascia la tipica resina rossastra;
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    essenze lignee

  • larice, un ottimo legno, abbastanza duro e resistente. Viene utilizzato sia per parti strutturali che non strutturali. L’impiego del larice è sempre più diffuso soprattutto nel ramo dell’arredamento con pavimenti e rivestimenti.
    Bisogna fare attenzione dal momento che le caratteristiche di questo legno sono molto variabili a seconda della provenienza;
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  • pino, anch’esso un legno ricco di resina. In alcuni casi, presenta valori di resistenza anche superiori all’abete rosso, tuttavia a causa della presenza di nodi questa resistenza viene meno.
    Il pino viene maggiormente utilizzato per la realizzazione di finiture. In alternativa, se correttamente impregnato, può essere impiegato come pali o traversine;
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    essenze lignee

  • quercia, un legno tra i più pesanti e pregiati. Ha una buona resistenza e viene impiegato principalmente per rivestimenti esterni.
    La quercia è una tipologia di legno molto difficile da adoperare e richiede lunghi tempi di essiccazione, che, se mal realizzati, possono portare a lesioni e collassi.
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[1] La misura di 20 cm è una misura cautelativa per contenere i problemi derivanti dal ritiro del materiale con le variazioni di umidità nell’aria circostante.
[2] Che è in grado di assorbire l’acqua.

Le essenze lignee

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