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Il benessere luminoso è rappresentato dalla possibilità, sia diurna che notturna, di disporre della corretta quantità di luce affinché lo sguardo non risulti affaticato.

Beninteso, è chiaro come i tipi di luce che concorrono al benessere luminoso sono due, la luce naturale e la luce artificiale.

Benessere luminoso

La luce naturale viene misurata con il coefficiente di illuminazione diurno che esprime il rapporto percentuale tra illuminamento interno in un punto e quello che si ha nelle stesse condizioni di tempo su una superficie esterna orizzontale esposta alla radiazione solare in maniera indiretta.
La legge del 5 luglio 1975 pone questo coefficiente pari al 2%, e stabilisce inoltre un rapporto aeroilluminante1 a 1/8. Tuttavia, questo coefficiente varia da Comune a Comune e subisce modificazioni a seconda di particolari condizioni in facciata2: solitamente può variare da 1/6 a 1/10, fino ad arrivare a: «1/4 se trattasi di vie strette o pianterreni»3.

Benessere luminoso

La luce artificiale è la più importante alleata nelle ore notturne.
Al giorno d’oggi la progettazione della luce artificiale è molto progredita, quindi possiamo beneficiare di un’ampia varietà di tipologie di corpi illuminanti.
Due importanti indicatori della luce artificiale sono:
– la resa cromatica, ovvero l’indice che misura la capacità di una fonte luminosa di restituire il reale colore degli oggetti che illumina;
– la temperatura, misurata in gradi Kelvin, dove con valori bassi si avranno colori virati sul giallo, mentre con valori alti si avranno colori virati sul blu.

Benessere luminoso

Per ultimo ma non per importanza, va detto che quando si parla di illuminazione, illuminare tanto non vuol dire illuminare bene.
Infatti, se illuminiamo troppo non riusciremo comunque a raggiungere il benessere perché la vista si affaticherà in senso opposto. Per verificare i valori corretti è possibile consultare la norma UNI EN 12464-1 in cui sono stabiliti i livelli di illuminamento dei locali in base alle attività svolte.


[1] Il rapporto aeroilluminante rappresenta il rapporto tra superficie del pavimento e bucature di un ambiente. La sua funzione è duplice: assicurare una corretta ventilazione e un corretto apporto luminoso.
[2] Rientranze, aggetti, balconi o pensiline possono causare una variazione nel calcolo del rapporto aeroilluminante dal momento che possono costituire un ostacolo all’illuminazione o alla ventilazione.
[3] Regolamento edilizio, Asp Palermo, art. 16, comma 1.

La zona di comfort: il benessere luminoso
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