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San Valentino è la festa degli innamorati, il giorno in cui tutti decidono di dedicarsi maggiormente alla persona amata. Ma ci siamo chiesti perché?
Da dove proviene questa ricorrenza? È mai possibile che anche questa abbia qualcosa a che fare con il clima?
Proviamo a saperne qualcosa di più!

san Valentino

La festa di San Valentino prende il nome dal santo e martire cristiano Valentino da Terni.

Vissuto tra il 176 e il 273 d.C., è stato uno dei primi e più giovani vescovi cristiani della città di Terni. Le leggende raccontano che la sua martirizzazione fu ordinata dall’imperatore Aureliano, a seguito della celebrazione di un matrimonio tra una cristiana e un legionario.
Probabilmente per questo motivo, San Valentino si è meritato la qualifica di protettore degli innamorati.

Tuttavia, la festa di San Valentino viene formalmente istituita soltanto nel 496 d.C., con una lettera di Papa Gelasio I, al fine di sostituire i Lupercalia, un’antica festa pagana che ormai, a detta del papa, era diventata priva di significato.

san Valentino

I Lupercalia erano una ricorrenza romana festeggiata a metà febbraio, ovvero al culmine del periodo invernale. La festa aveva lo scopo di scongiurare gli attacchi dei lupi: questi, infatti, a causa del clima rigido, si avvicinavano ai centri abitati attaccando le greggi.
Durante la celebrazione di queste feste, allora, i sacerdoti venivano ricoperti di grasso, fango e pelli di animali, e poi, così agghindati, intraprendevano un “corteo” per le vie delle città.

Ma ciò che ci interessa sottolineare di più in questa sede è un altro aspetto: l’associazione di tale festività a un cambiamento climatico stagionale.
La festa dei Lupercalia, infatti, veniva festeggiata il 15 di febbraio, ed era un rito propiziatorio che augurava l’arrivo dei climi più temperati (tanto che i sacerdoti procedevano alla svestizione proprio a tale scopo).
I Romani, d’altronde, erano un popolo che mostrava una grande attenzione allo studio del clima e dei fenomeni atmosferici: per loro, ad esempio, l’anno nuovo iniziava il primo marzo, ovvero quando aveva inizio la stagione della rinascita per eccellenza, la primavera.

san Valentino

Ma ritornando alla festa degli innamorati, un altro elemento molto interessante, e forse ancora più pertinente a San Valentino per come lo festeggiamo oggi, è quello che riguarda il mondo dei volatili. Pochi sanno che, sebbene nel nostro emisfero la vera stagione degli amori cominci a marzo, già a febbraio la natura inizia a svegliarsi: in questo mese, infatti, alcuni volatili (merli, cardellini, verdoni) mettono in pratica i loro riti di corteggiamento, mentre già nelle freddi notti di febbraio è possibile sentire il canto dell’allocco e della civetta che iniziano i loro rituali d’accoppiamento.

Ancora una volta, guardando la storia scopriamo l’etimo di una ricorrenza nella natura che ci circonda.

Lo studio del clima ci aiuta a comprendere dove e come viviamo, oltre a mostrarci come vivere meglio!
Infine, vogliamo lasciarvi con una piccola e divertente chicca.

san Valentino

Durante i loro rituali di accoppiamento, i maschi di uccelli giardiniere agghindano l’ingresso delle loro tane con tutti i materiali più colorati che riescono a trovare in giro, dai tappi di bottiglia ai frammenti di vetro. Tutto ciò per richiamare le femmine al loro nido.
Chi l’avrebbe mai detto che anche tra gli animali il riciclo e l’edilizia sostenibile sono il modo giusto per fare colpo?!


Fonti:

Wikipedia, San Valentino.

Lifegate, Etologia del corteggiamento: l’amore nel regno degli uccelli.

San Valentino: l’orologio biologico della natura
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