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Abbiamo introdotto l’argomento delle acque, spiegando come esse esistano nel nostro pianeta e quale ruolo abbiano avuto nell’architettura del passato.
Entriamo ora nello specifico dell’argomento dando qualche dato su quanta acqua potabile consuma giornalmente ogni essere umano.

Il consumo medio giornaliero di acqua è all’incirca
di 130/140 litri a persona.

recupero delle acque

Questa viene utilizzata per vari scopi: l’igiene personale, pulizie di casa e indumenti personali, cucinare e bere.
Nella tabella di consumo giornaliera solo una minima parte è impegnata per scopi alimentari e rappresenta appena il 3,5%. La restante parte, ovvero il 96,5%, è utilizzata per l’igiene personale, per i sanitari e per tutto ciò che riguarda la pulizia di abiti, oggetti e mezzi di trasporto.

Di questo 96,5%, ben il 35% è destinato all’igiene personale e oltre il 31% alle cassette di scarico dei WC. A queste percentuali si aggiunge, poi, un altro 18% per gli elettrodomestici (lavatrice e lavastoviglie).
Da questi dati possiamo dedurre che

quasi il 60% dell’acqua che consumiamo è di qualità molto alta,
sebbene non ve ne sia la necessità, tranne negli usi domestici e igienici.

recupero delle acque

Descriviamo ora le modalità di alimentazione delle varie utenze presenti all’interno della casa.
L’acqua delle abitazioni per Normativa Nazionale e R.E. (Regolamento d’igiene) dev’essere separata secondo i suoi utilizzi. Questi sono:

acque bianche: riguardano la tubazione di mandata che dalla riserva idrica porta l’acqua ai terminali, ovvero ai rubinetti, agli scarichi dei water, alle lavatrici o alle lavastoviglie;

acque grigie: sono quelle provenienti dagli scarichi di terminali quali, rubinetti, lavatrici, lavastoviglie e acqua provenienti dalla pulizia della casa. Queste acque, dopo il loro utilizzo, hanno una presenza minima di composti organici e un’elevata presenza di agenti chimici quali saponi, cosmetici, prodotti per pulizie, ecc…;

acque nere: provenienti dai WC delle nostre case e contenenti reflui organici;

pluviali: acque meteoriche provenienti dal tetto nell’impianto di scarico.

recupero delle acque

In questa descrizione l’unica tubazione di mandata è quella dell’impianto di acque bianche, acqua potabile che va alle varie utenze.
Come ritorno nelle nostre colonne di scarico, invece, troviamo tre tubazioni differenti o, in alternativa, due se l’acqua pluviale viene inserita nelle acque grigie del condominio.
Queste due tubazioni poi devono procedere separate fino all’aggancio alla conduttura dinamica comunale.

Se facciamo attenzione, noteremo come questa suddivisione faccia perdere il 50% di acqua potabile. A cosa serve, dunque, questa suddivisione delle acque se poi vengono tutte ugualmente disperse in mare attraverso i percorsi fognari?
Come già accennato, è possibile infatti dimezzare fino al 50% la quantità di acqua potabile dispersa in mare attuando il recupero delle acque grigie e meteoriche. Nei nostri edifici è ragionevole pensare a un impianto di recupero delle acque meteoriche e grigie.

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Il riutilizzo delle acque avviene tramite processi di depurazione: queste vengono riportate a uno stato igienicamente puro attraverso l’impianto che prevede un processo multiplo di trattamento biologico, ultrafiltrazione e sterilizzazione UV.
Questo impianto è dotato di una riserva idrica separata che aiuta a conservare una quantità notevole di acqua depurata fino a un mese dalla sua immissione, quantità importanti per i periodi più piovosi e necessari in quelli più secchi.

Per concludere, nello studio dei fattori ambientali dev’essere inserita anche l’acqua.

Dotare l’edificio di un impianto fotovoltaico, solare termico e anche di un sistema di recupero delle acque sarebbe un passo fondamentale per risparmiare circa 25,6 m3 d’acqua a persona.

Questo valore, moltiplicato per una famiglia media italiana, è pari a circa 100 m3, numeri preziosi per il nostro ecosistema e per la nostra Terra.

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Recupero delle acque: risparmio e riciclo dell’acqua di casa
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